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Il prossimo 4 ottobre, festa di San Francesco d'Assisi patrono d’Italia e già giornata della pace, della fraternità e del dialogo tra culture e religioni diverse, si potrà ufficialmente festeggiare il ‘Giorno del Dono’.

 «L'istituzione di questa giornata contribuisce a rimarcare, in maniera decisa, l'importanza delle pratiche donative all'interno del nostro tessuto economico e sociale» ha dichiarato il Sottosegretario di Stato presso il Ministero del  Lavoro e alle Politiche Sociali, Luigi Bobba.

«Il Giorno del Dono non è il giorno del buonismo né tanto meno un giorno dedicato alla sola raccolta fondi - ha sottolineato Edoardo Patriarca, Presidente dell’Istituto Italiano della Donazione, tra i principali promotori del disegno di legge. Ricordiamo che in Italia operano quasi 5 milioni di volontari, cittadini attivi che hanno deciso di rimboccarsi le maniche per assumersi delle responsabilità, personali o di gruppo per fare qualcosa per il bene collettivo».

«Accogliamo con grande soddisfazione l'approvazione del disegno di legge - ha commentato il Presidente di AVIS Nazionale.  Questa giornata vuole essere un'occasione per ricordare il grande ruolo di chi, quotidianamente e silenziosamente, dona qualcosa di sé (tempo, risorse, o, nel nostro caso,sangue) per gli altri e si mette a disposizione della propria comunità e di chi ha bisogno di aiuto, soprattutto in un periodo così delicato dal punto di vista economico e sociale, come quello che stiamo vivendo».

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In relazione ad un fatto di cronaca segnalato recentemente e riferito ad una possibile esclusione dalla donazione di sangue di una persona omosessuale, AVIS NAZIONALE conferma la posizione già espressa in diverse occasioni negli ultimi anni, incentrata sulla distinzione tra categorie e comportamenti a rischio e quindi sulla non discriminazione a priori di ogni candidato donatore.
La selezione del donatore di sangue avviene sempre attraverso una serie di procedure standardizzate e con validità internazionale, atte a valutarne l'idoneità alla donazione stessa e a garantire quindi la massima sicurezza sia al paziente beneficiario sia al donatore.

Le procedure di selezione prevedono la lettura di una nota informativa circa, tra l'altro, la potenzialità di trasmettere infezioni con la donazione, la sottoscrizione di un modulo di consenso informato attraverso il quale il donatore periodico o aspirante tale risponde ad una serie di domande, comprese l'esposizione a eventuali comportamenti cosiddetti "a rischio", un colloquio col Medico, e, infine, una serie di esami di laboratorio. Tutto ciò prescinde dal riferimento a "categorie a rischio." Non è dunque l'appartenenza a tali categorie, ma sono i comportamenti a determinare il rischio che può compromettere la sicurezza del sangue donato; ad esempio comportamenti a rischio sono i rapporti sessuali non protetti, con più partner, con sconosciuti, sia omo sia eterosessuali.

Ricordiamo che nei Decreti Ministeriali e nelle linee guida per la selezione del donatore di sangue e di emocomponenti stilate dalla Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia (SIMTI) in collaborazione con AVIS ed altre Associazioni di volontariato del sangue, non si fa mai riferimento alle persone omosessuali, che come tali non vengono in alcun modo escluse preventivamente dalla donazione.

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C'era anche un po' di Avis nella fiction Rai dedicata a Pietro Mennea, in onda nelle serate di domenica 29 e lunedì 30 marzo. La miniserie televisiva, diretta da Ricky Tognazzi, con Michele Riondino e Luca Barbareschi, è stato il programma più seguito, con punte di oltre 6 milioni e mezzo di ascoltatori, pari al 25% di share.
Il film in due puntate ha ripercorso la carriera del campione pugliese, iniziata nel 1968 nel gruppo atletico dell'Avis Barletta e costellata di numerosi successi, tra cui spiccano il record del mondo alle Universiadi di Città del Messico nel 1979 (tuttora record europeo) e la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Mosca nei 200 metri.

Per onorare gli esordi con la maglia Avis dell'uomo bianco più veloce al mondo, in occasione del secondo anniversario della sua scomparsa, Poste Italiane ha recentemente emesso un annullo filatelico e una cartolina commemorativa a tiratura limitata. Il bozzetto realizzato per l’occasione rappresenta un giovanissimo Pietro Mennea, mentre taglia vittorioso il traguardo al termine della staffetta 4×200 sulla pista dello stadio comunale di Barletta, mentre sulla cartolina campeggia la frase più celebre di Pietro Mennea, la sua più vera eredità sportiva “La corsa non finisce mai… Soffri ma sogni” e riproduce una fotografia in bianconero con autografo dell'atleta.

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Il 5 marzo il professor Mauro Rinaldi, direttore della cardiochirurgia universitaria dell’ospedale Molinette di Torino, ha usato per la prima volta i google glass come ausilio durante un intervento chirurgico. Un uomo di 70 anni, affetto da stenosi valvolare aortica con degenerazione calcifica, è stato sottoposto con successo alla sostituzione della valvola con una protesi di nuova generazione, mediante un’incisione di 5/6 centimetri senza aprire lo sterno. I google glass, gli occhiali a realtà aumentata, sono costruiti con una montatura caratterizzata da un telaio resistente e da naselli regolabili, e su una lente è montato un display ad alta definizione che proietta le immagini sugli occhi del chirurgo, come se le guardasse da uno schermo di 25 pollici ad una distanza di due metri. Il dispositivo si può controllare tramite i comandi vocali o il touchpad inserito sul lato destro, e permette al chirurgo di condividere le nuove tecniche in tempo reale non solo con i collaboratori presenti in sala operatoria, ma anche con altri addetti ai lavori, rispettando la privacy del paziente. Si può inoltre consultare rapidamente i dati clinici strumentali del paziente nel contesto della procedura che si sta eseguendo. In futuro altre applicazioni dei google glass potrebbero essere perfezionate per rendere più agevoli molti gesti del cardiochirurgo, escogitando ad esempio sistemi di misurazione senza l’utilizzo di calibri o misuratori.

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È stata presentata l’indagine #NoProfitNoIvarealizzata dall’Istituto Italiano della Donazione (IID) in collaborazione con Corriere Sociale. È stata realizzata tramite sondaggio telefonico intervistando 4.000 italiani sul tema della tassazione al non profit.

Dalla ricerca è emerso che il 65% del campione non sapeva che anche il non profit fosse soggetto ad IVA prima che avesse inizio la campagna #NoProfitNoIva promossa da Corriere Sociale e Tg La 7.

Ai nostri microfoni Ornella Ponzoni, dell’Istituto Italiano della Donazione ci ha parlato dei risultati di questa indagine

 

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