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E' questa l'idea nata al centro clinico Nemo, che si occupa di persone affette da malattie neuromuscolari come la sclerosi laterale amiotrofica "Sla). Hanno pensato ad una app partendo dall'esperienza di Alberto, 42 anni, malato di Sla: lui sa che in futuro potrà perdere la capacità di parlare autonomamente, così ha registrato alcune frasi che vorrebbe dire per sempre con la propria voce. Per esempio "giochiamo a nascondino?", "con chi esci?", "Nessuno cucina come te, mamma", "Ti amo". Con My voice le frasi registrate potranno essere inserite in un comunicatore, e non sarà una voce impersonale e metallica a pronunciarle. L'app può essere scaricata da tutti gli store e costa poco più di 2 euro; tutto il ricavato dei download è destinato ai progetti del centro clinico Nemo.

Fonte: vita.it

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Dal 29 aprile c'è un nuovo negozio a Pisa, in piazza del Duomo, proprio alle spalle della torre pendente. é la Bottega dei Miracoli, bella ed attraente per i turisti. Ma non solo, sugli scaffali ci sono prodotti ad alta sostenibilità sociale e ambientale: la cioccolata di Modica prodotta da donne vittime di violenza, i prodotti artigianali realizzati dalle detenute del carcere di Lecce, la pasta fatta in casa in beni confiscati alle mafie. Fra i 7 dipendenti del negozio ci sono anche Cesare e Annalisa, due ragazzi con la sindrome di down che lavorano come addetti alle vendite. Non saranno gli unici ad avere un'opportunità di lavorare in bottega o essere formati per proporsi sul mercato: nei prossimi mesi, infatti, partiranno altri tirocini per ragazzi down, grazie a numerosi partner che hanno investito in questa iniziativa. Il progetto è promosso dalla Caritas diocesana di Pisa e sostenuto dall’Opera della Primaziale, che ha messo a disposizione gratuitamente i locali: sarà gestito dalla Cooperativa “Alzaia”, promossa da Il Simbolo e da AIPD-Associazione italiana Persona Down.

Fonte: vita.it

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Tutto è nato da un tweet di Nicki Minaj, cantante hip hop statunitense con 20 milioni di followers: il tweet prometteva un biglietto aereo e un po' di tempo con la cantante a chi si fosse aggiudicato il pass premio per i Billboard Music Awards di Los Angeles. Uno studente le ha risposto con una provocazione: perché non aiuti i tuoi fans a pagare l'università? In 6 minuti la star ha raccolto l'invito, aprendo una sorta di gara tra i più meritevoli dei suoi fans, con voti altissimi al college ma in difficoltà economiche. Tanti altri studenti hanno risposto sempre via twitter, facendo le loro richieste ma anche presentando la prova dell'iscrizione a scuola e i risultati, come stabilito dalla cantante. Entro la fine della giornata più di 30 hanno ricevuto aiuti e Nicki Minaj ha annunciato che darà il via a una nuova gara tra un mese o due. Non ha voluto che fosse una trovata pubblicitaria, ma un aiuto concreto.

Fonte: corriere.it

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Siamo a Monte Porzio Catone, a 30 chilometri da Roma. Qui, il 4 maggio, è stato inaugurato un nuovo centro anziani, ma non l'ha costruito il Comune: ad acquistare l'immobile, un vecchio ristorante chiuso, poi ristrutturarlo e regalarlo alla sua gente è stato il medico del paese, il dottor Paolo Boni. A 70 anni è andato in pensione, ma ha trovato un altro modo per fare del bene alla sua comunità: si è reso conto che il Comune non poteva sostenere l'affitto del vecchio centro anziani, così ha provveduto lui stesso. Ha trovato la squadra di operai che avrebbero rifatto bagno, cucina e impianti di riscaldamento; per un anno ha seguito in prima persona i lavori e ne ha pagato le spese, aggiungendo altro denaro per le prime tasse. Il medico ha così realizzato un sogno in un settore che gli è sempre stato a cuore, quello del sociale, e ora si iscrivono al centro di Monteporzio anche anziani dai paesi vicini.

Fonte: repubblica.it

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Ha appena compiuto 18 anni Julian Rios Cantu, ma ha già inventato un dispositivo che potrebbe salvare la vita a molte donne. Si tratta di un reggiseno hi-tech, soprannominato Eva, pensato per diagnosticare i primi sintomi del cancro al seno. Il giovane, di nazionalità messicana, aveva solo 13 anni quando ha perso la mamma proprio per un tumore al seno. Pur non avendo potuto salvarla, Julian non si è arreso e, grazie alla collaborazione di un gruppo di amici, ha messo a punto lo speciale indumento con bio-sensori capaci di misurare la temperatura corporea, ma anche la forma e il peso del seno e allertare chi lo indossa di possibili e preoccupanti cambiamenti. Le informazioni vengono immagazzinate e conservate in un’app per smartphone collegata al dispositivo. Nel caso in cui i valori dovessero cambiare improvvisamente, sarà lo stesso reggiseno a notificare che è giunto il momento di fare un controllo più approfondito. Eva non dev’essere indossato tutti i giorni: sono sufficienti dai 60 ai 90 minuti alla settimana per ottenere un tracciato realistico di eventuali problemi. Il progetto è ancora in fase embrionale, ma dopo aver vinto il prestigioso Global Student Entrepreneur Awards (Gsea) il giovanissimo team ha le risorse necessarie per implementare e migliorare il prototipo.

Fonte: westinfo.eu

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