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A destra, l'angolo relax con divani e macchinette per il caffè e le tisane; a sinistra le postazioni davanti agli specchi dove un'équipe di professionisti si prende cura dell'aspetto delle donne. Non è un comune salone da parrucchiere, ma un locale dell'ospedale di Sesto san Giovanni così trasformato per dare un aiuto alle pazienti oncologiche. A gestirlo, l'associazione "Il sorriso nel cuore Onlus", formata da medici, infermieri e volontari che seguono le donne malate nella fase delicata della chemioterapia. Tra gli altri, anche il cambiamento dell'immagine è fonte di dolore e disagio; per aiutarle ad accettarlo sono a disposizione un parrucchiere, un'estetista e un councelor per il supporto psicologico. Inoltre, alle pazienti affette da alopecia, l'associazione offre in comodato d'uso gratuito parrucche e bandane, in bella mostra sugli scaffali del salone. Un ambiente al femminile, costruito grazie alle donazioni e allo sponsor Fiorucci.

Fonte: ilgiorno.it

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Un cortile e un negozio in fondo a strada Maggiore, da due anni, sono diventati una vera e propria portineria di quartiere. Un'idea di due amiche bolognesi già attive nel volontariato, che si sono ispirate a un modello simile di grande successo a Parigi; ora gestiscono il locale e, per farlo, hanno creato l'associazione Percorsi che conta una ventina di iscritti. Il loro obiettivo? Trovare una maniera di aiutare le persone con dignità, ricostruire una catena di relazioni umane, favorire uno scambio di servizi gratuiti tra vicini. Per associarsi basta fare una tessera da 5 euro e, nel modulo di adesione, indicare le proprie capacità (sarto, falegname ecc.. C'è, per esempio, chi fa la fila alle poste per tutti o chi regala i mobili di cui vuole disfarsi a una signora che deve arredare la casa ma non ha soldi; le due "portinaie di Rione" mettono in contatto le persone o danno una mano loro stesse a chi ha bisogno. Nessuno guadagna denaro, ma chi vuole aiutare l'associazione a pagare l'affitto dei locali può comprare tessuti, vestiti di seconda mano e borse acquistate al mercatino di Piazza Grande. "Percorsi" non ha facebook né un sito web, ma è ben conosciuta nel quartiere, specialmente dagli anziani: è bastato il passaparola.

Fonte: repubblica.it

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Si chiama 'Cuochi tra le mense' ed è l'iniziativa che le amministrazioni comunali di San Casciano Val di Pesa e Greve in Chianti, in collaborazione con la Regione Toscana, hanno messo in campo a partire dal mese di marzo nelle classi e nelle cucine comunali dove si preparano i pasti espressi per gli studenti del territorio. Il progetto consiste in giornate formative in cui le cuoche dei due comuni si confrontano con otto chef stellati, alternando fasi teoriche e pratiche. Gli esperti di cucina sono poi invitati a rivisitare secondo i loro gusti un piatto già previsto nel menu dei refettori, molto ricco anche di pietanze internazionali. Un'esperienza, giunta alla seconda edizione, che vuole offrire nuovi stimoli alle cuoche e suscitare nei bambini che mangiano in mensa curiosità e rispetto per il cibo e per chi lo prepara.

Fonte: redattoresociale.it

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"Giocare con gli altri fa bene. A tutti". é questo lo slogan della giornata nazionale promossa dall'Unione Italiana per la Lotta alla Distrofia Muscolare (UILDM), che si svolgerà dal 3 al 16 aprile 2017. I volontari dell'associazione saranno presenti con circa 300 punti di raccolta su tutto il territorio nazionale per offrire una tavoletta di cioccolato, con un contributo minimo di 6 euro. I fondi raccolti saranno destinati al progetto “Giocando si impara”, per la realizzazione di parchi gioco inclusivi nelle comunità locali. A supporto della Giornata Nazionale, le varie Sezioni di UILDM si fanno inoltre promotrici di molti eventi di diverso tipo per coinvolgere più realtà possibili. Avere giostre e giochi alla portata di tutti i bambini, anche con disabilità, serve a costruire relazioni ed è un passo importante a livello culturale. Quando giochiamo, infatti, possiamo costruire una realtà in cui nessuno è escluso.

Fonte: comunicato stampa UILDM

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Michele è un ragazzo di 13 anni affetto da un disturbo dello spettro autistico e, per questo, non parla fin dalla nascita. Ma un giorno, per caso, incontra lo sport che gli cambia la vita: quattro anni fa un'amica di famiglia lo fa salire su una moto da trial, disciplina in cui l'abilità del pilota è più importante della velocità e della bontà del mezzo. Sembrava una pazzia, ma per Michele è amore a prima vista. Da allora, come racconta il padre Roberto, il ragazzo ha imparato a concentrarsi, dosare il gas e frenare e si è appassionato a questo sport tanto da gareggiare più volte nel campionato del Triveneto e in altre competizioni. Ma il ricordo più vivo nella mente di suo padre è quel giorno in cui Michele si è scottato con il tubo di scappamento e ha detto: "Scotta!". Era la prima volta che parlava, ed è successo grazie allo sport.

Fonte: sezione sociale di corriere.it

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