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E' quanto promette una sperimentazione in partenza all'ospedale sant'Obono nel capoluogo campano, grazie anche al contributo di Banca d'Italia. Si tratta di applicare su 60 bambini con fratture stabili composte a un braccio un esoscheletro in plastica stampato in 3d invece del gesso. é un tutore realizzato a partire dai calcoli accurati di un ingegnere biomedico e dalle informazioni cliniche sul paziente, raccolte sia attraverso la radiografia sia con sistemi di scansione 3D dell’arto fratturato. Il tutore personalizzato così prodotto è molto più rigido del tradizionale gesso, totalmente immergibile in acqua, leggero, aperto e poco ingombrante, più comodo per i bambini. Questa nuova tecnologia può quindi avere un impatto molto positivo sulla qualità della vita dei piccoli pazienti. L'obiettivo dei medici del sant'Obono è ambizioso: se la sperimentazione darà i risultati sperati, far installare nei reparti di ortopedia pediatrica, oltre alla sala gessi, un laboratorio per la stampa 3d degli esoscheletri come quello già presente a Napoli.

Fonte: ilmattino.it

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