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Dal policlinico di San Donato Milanese una speranza per bamini e giovani con sindrome di Brugada; è, questa, una malattia genetica ereditaria a causa della quale il loro cuore può fermarsi da un momento all'altro, provocandone la morte improvvisa. Fino a pochi anni fa l'unica cura possibile era l'impianto di un defibrillatore. Quella proposta dall'équipe italiana è una nuova tecnica di intervento "Mirato al bersaglio": una corrente elettrica a radiofrequenza brucia le cellule cardiache responsabili della patologia, dopo averle individuate con il mappaggio elettromagnetico del ventricolo destro. Dal 2014 al 2016 sono stati trattati 170 pazienti, tutti con successo: i loro cuori sono clinicamente guariti, anche se il loro DNA resta malato e potrebbero trasmettere la patologia ai figli. Questi buoni risultati sono stati presentati a fine febbraio al primo congresso mondiale sulla sindrome di Brugada all'ospedale del Cuore di Milano.

Fonte: adnkronos.com

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